PIACERI COMUNI - Porno e Performance
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Gli uomini non sono portati a comprendere e scoprire le forme di piacere e di desiderio che non siano quelle performative da pornografia: come si scoprono il proprio corpo e i propri desideri?
Questa domanda ci interroga sugli uomini, ma la risposta è vera per tutte le persone.
L’unica strada è sperimentare, farsi domande, ascoltarsi.
Facile? Non proprio, ma neanche impossibile.
Bisogna prendersi tempo e non avere fretta, tutto il contrario di un approccio performativo; i desideri non stanno fermi, nessuno di noi è la stessa persona di quando ha cominciato il proprio rapporto con il piacere. Forse qualcosa che un tempo ci piaceva tantissimo non ci interessa poi così tanto; forse possiamo superare la fase dei copioni ripetitivi e stantii da porno mainstream.
Porsi la questione, o avere accanto qualcuno che ce la ponga, è il fondamentale punto di partenza. Sentir verbalizzare, interiorizzare ed infine capire che -davvero- c’è altro. Repetita iuvant, scriviamolo su tutti i muri, facciamone il testo di una canzone, diciamolo ai nostri amici, fratelli, compagni : oltre la performance c’è di più’ (semicit.)
Ok, va bene, ma cosa?
Potrebbe essere utile concedersi un ritmo lento, diverso, stuzzicante: ripartire da un massaggio, un grattino, un bacio sul collo. L’esercizio è quello di togliere la penetrazione e l’orgasmo dal centro del rapporto. Unica concessione; uomini etero che decidono di esplorare –finalmente!- la propria prostata.
Meglio ancora: giocare ad escludere deliberatamente tutto ciò che è genitale. Cosa succede?
Ulteriore spunto può essere quello di provare qualche sex toy: se usciamo dal giro dei classici dildo scopriremo che ne esistono tantissimi dedicati al piacere maschile, perfetti per esplorare sensazioni nuove e prendersi un momento per sé.
Ogni mese rispondiamo a una domanda sulla sessualità sulla rivista fiorentina Lungarno. Scrivici a info@laclit.com o su IG per mandarci la tua!