PIACERI COMUNI - Vibrazioni e assuefazione
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Vorrei provare un vibratore, ma una parte di me è intimorita dal fatto che sia uno stimolo non naturale e possa creare assuefazione.
Hai scritto alle persone sbagliate! o forse a quelle giuste? Potremmo certo sembrare di parte, e questo ci dice che o ti fidi davvero di noi o speri proprio che la risposta sia positiva. Scherzi a parte, avendo un negozio di sex toys - che amiamo invece chiamare pleasure toys (segnatevelo per dopo) – ci siamo interrogate su questo tema, anche perché abbiamo scoperto che è una paura comune e radicata.
Partiamo da qui: l’idea che il piacere “vero” debba essere naturale, mentre quello “tecnologico” sia un inganno, è una storia culturale. Una storia scritta da secoli di morale, medicina e media, che hanno raccontato il corpo (soprattutto quello femminile) come qualcosa da regolare, mai da esplorare. Non ci verrebbe in mente che spostarci in auto non sia un movimento naturale o che sia un problema usare un macchinario per fare ginnastica.
La natura è tutt’altro che rigida: la clitoride è fatta per sentire piacere. E se un po’ di elettronica serve a celebrarla meglio, ben venga l’alleanza tra biologia e batteria ricaricabile. L’importante è non abituarsi ad un unico modo di provare piacere, non collegarlo ad un’unica sensazione: allenare la creatività e alternare tipi di stimolazione (rimanendo sui toys - ci sono anche non vibranti!) ci aiuta a conoscere l’enorme potenziale di piacere che vive nel nostro corpo. Le ricerche mostrano che la stragrande maggioranza delle persone che usano un vibratore non subisce effetti collaterali, e quando si presentano (un po’ di torpore o irritazione) sono di lieve entità e durata. Il piacere intenso non è una droga, è un’esperienza!
Il punto è un altro: con il vibratore l’orgasmo può arrivare più facilmente, e questo può far dimenticare che il piacere non è una gara. Il rischio non è diventare dipendenti, ma impazienti. E allora la soluzione è semplice: cambiare obiettivo. Non puntare all’orgasmo come al traguardo, ma al piacere come al viaggio.
Alla fine, il vibratore non è un intruso, ma un complice. E se riesce ad aprire nuove prospettive sull’autonomia sessuale e sul diritto di esplorarsi senza vergogna, allora sì, è uno stimolo “naturale”: quello della curiosità.
Ogni mese rispondiamo a una domanda sulla sessualità sulla rivista fiorentina Lungarno. Scrivici a info@laclit.com o su IG per mandarci la tua!