AFTERCARE

Quando ci siamo messe a studiare e ragionare su questo incontro abbiamo capito che sarebbe venuto fuori qualcosa di interessante e non affatto scontato.

Qui sotto troverai:

🖤 un recap del nostro talk con la nostra ospite, Costanza Gori, consulente sessuale,

🖤 delle tips utile per effettivamente prendersi cura del post interazione sessuale,

🖤e una selezione di prodotti ideale per l'aftercare. 


Recap

Durante il talk con Costanza Gori presso la Libreria indipendente L'Ornitorinco a Firenze, abbiamo esplorato il concetto di aftercare andando oltre la sua rappresentazione più diffusa come semplice gesto di cura o affetto post-sessuale.

Come illustrato nel corso dell’incontro, l’aftercare è stato definito come un processo di integrazione emotiva e corporea che segue esperienze di intensità erotica, relazionale o affettiva. Anche quando l’esperienza in sé si conclude, il sistema nervoso resta attivato e necessita di una fase di riassestamento per tornare a uno stato di regolazione.

È stato inoltre sottolineato come il termine nasca nei contesti BDSM, non perché tali pratiche siano intrinsecamente più “estreme”, ma perché in questi contesti:
- l’alterazione dello stato di coscienza è riconosciuta;
- il coinvolgimento emotivo è nominato;
- il corpo è considerato centrale nell’esperienza.

L’aftercare emerge quindi come risposta pragmatica alla necessità di accompagnare il sistema nervoso fuori da stati di intensa attivazione.

Come emerso durante il talk, esperienze simili di attivazione avvengono anche nella sessualità cosiddetta “vanilla”, ma senza un linguaggio condiviso o rituali di accompagnamento. In assenza di aftercare, la discesa fisiologica successiva a un picco può manifestarsi attraverso:
- tristezza
- irritabilità
- senso di vuoto
- vergogna
- bisogno di contatto o, al contrario, di distanza
- sex blues.

Fenomeni noti nei contesti BDSM come sub drop e dom drop trovano quindi equivalenti non nominati anche in esperienze sessuali e relazionali quotidiane (incluso solo sex!).

Infine, come proposto da Costanza Gori, l’aftercare è stato inteso come una competenza relazionale trasversale, che non riguarda solo la sessualità ma anche il modo in cui gestiamo il “dopo” nelle relazioni. In questo senso è stato discusso il ruolo delle dinamiche di potere e responsabilità che possono emergere successivamente a un’esperienza intensa.

Nonostante la responsabilità sia sempre condivisa, è stata fatta la riflessione sul fatto che in alcune situazioni l’aftercare può non essere simmetrico: chi ha proposto una pratica (a livello sessuale) oppure un tema particolarmente forte da affrontare (in un conflitto relazionale) può aver guidato l’intensità dell’esperienza o aperto una maggiore vulnerabilità. In questi casi, pur in presenza del consenso di tutte le persone coinvolte, può esserci una responsabilità maggiore nell’accompagnare il ritorno a uno stato di sicurezza.

Questo riguarda, ad esempio, la chiusura di conversazioni difficili, le rotture relazionali, i momenti di vulnerabilità condivisa o le conseguenze emotive di esperienze intense.

In questo senso, l’aftercare rappresenta la capacità di restare presenti anche dopo la fine dell’intensità, prendendosi cura di ciò che è stato aperto nello scambio con l’altra persona.


Tips

Come emerso durante il talk, l’aftercare non è una pratica standardizzata ma un processo che può assumere forme diverse a seconda delle persone e del contesto. Può essere utile tenere presenti alcune attenzioni:

🖤 Nominare prima dell’esperienza eventuali bisogni nel “dopo”;

🖤 Concedersi tempo per rallentare invece di tornare immediatamente alla routine;

🖤 Non interpretare emozioni complesse post-intensità come segnali di errore o debolezza;

🖤 Restare in contatto con l’altra persona quando possibile, soprattutto dopo esperienze di forte vulnerabilità;
               
🖤 Riconoscere che il bisogno di spazio o di vicinanza può emergere anche a distanza di ore o giorni;

🖤 Prendersi cura di ciò che accade dopo un’esperienza intensa è parte integrante dello scambio relazionale, non un momento accessorio.


Prodotti ideali per l'Aftercare

Durante l’incontro abbiamo parlato anche delle candele per wax play: un’esperienza che non si esaurisce nel gioco con il calore.

Come ogni pratica che coinvolge stimolazione intensa e attivazione del sistema nervoso, anche il wax play prevede una fase essenziale di aftercare. Dopo aver lasciato colare la cera sul corpo su un'altra persona (o persone) e giocato con la temperatura arriva il momento di rimuoverla insieme, con calma.

Togliere la cera solidificata non è solo “pulizia”: è un gesto di cura, di verifica reciproca, di ritorno graduale a uno stato di regolazione.

Per alcune persone, un massaggio profondo è un esempio di aftercare ideale. Noi proponiamo di farlo con una delle nostre candela massaggio: sarà una esperienza multisensoriale: i burri e gli oli, fusi dal calore della fiamma, scaldano dolcemente la parte massaggiata rilassandola profondamente, l'olio caldo scioglie le tensioni muscolari, mentre gli oli essenziali, ricchi di proprietà benefiche, si sprigionano nell'aria e stimolano l'olfatto.

Per chi ama usare tantissimo olio, invece consigliamo il nostro nuovissimo olio da massaggio afrodisiaco, certificato bio, ispirato alla Ayurveda e Made in France. Ha una profumazione davvero irrisistibile creata da un mix di essenze al sandalo, al bergamotto e allo zenzero. Non unge e si riscalda tra le tue mani. Nutre profondamente la pelle e lascia un odore meraviglioso nell'aria.

Have fun!











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